La gavotta è una danza francese in movimento moderato e in ritmo binario, caratterizzata per lo più da un incipit in levare e da una struttura bipartita.Nacque nel XVII secolo come danza dei montanari delle Alpi francesi (di Gap nel Delfinato), ma ebbe particolare fortuna nel XVII secolo (specie nella prima parte), quando il suo movimento fu moderatamente accelerato e fu accolta a pieno titolo nella letteratura musicale colta, entrando a far parte della suite.
L'ordalia (dal germanico antico ordal, che significa "giudizio di Dio") è una pratica giuridica con la quale l'innocenza o la colpevolezza dell'accusato sono determinate sottoponendolo ad una prova dolorosa. La determinazione dell'innocenza deriva dal completamento della prova senza subire danni o dalla rapida guarigione delle lesioni riportate. L'ordalia, come il duello di Dio, era un judicium Dei: una procedura basata sulla premessa che Dio avrebbe aiutato l'innocente.
Il cavallo di Przewalski o Takhi (Equus ferus przewalskii o E. przewalskii) è il parente più prossimo, tra quelli attualmente esistenti, del cavallo domestico (e, infatti, si tratta della medesima specie animale). Nel 1881, Poliakov concluse che si trattasse di una specie a sé stante, tant'è che le diede il nome di Equus przewalskii. Tuttavia, più recentemente, si è preferito rivederne il nome scientifico, adottando così il più completo Equus ferus przewalskii (il mondo scientifico, comunque, è ancora diviso circa la corretta classificazione). Quel che certo è che il cavallo di Przewalski e quello domestico sono i due unici equidi a potersi incrociare dando alla luce ibridi fertili.
Capito? La cultura fa bene. E anche questo mio becero nozionismo. Non ve ne libererete facilmente. Capito? Non mi frega un cazzo di niente delle tue (utente x possessore di blog) vacanze a Nessundove [usa Flickr] e della morosa che ti ha lasciato[scrivi una canzone emo], nè tantomeno della poesia d'amore (non in rima) sul fanciullo dei tuoi sogni[suicidati]. Questo tavolo è una merda: il blog che ti insegna qualcosa. Amen.
http://sottolosguardodimaria.splinder.com/ (faccio diretta pubblicità agli amici, ebbene sì)
1 commento:
Assolutamente da vedere! :
http://virtualvisit.web.cern.ch/VirtualVisit/ATLAS/
Descrizione animata dell’esperimento (cliccare sulla scritta ZOOM INTO,accanto all’immagine,per zoommare):
http://lxsa.physik.uni-bonn.de/outreach/wyp/exercises/hands-on-cern/ani/det_atlas/endview.swf
The ATLAS Experiment:
http://en.wikipedia.org/wiki/ATLAS_experiment
NOTE:
Sulla “Particella di Dio”:
La “Particella di Dio” non è nient’altro che il Bosone di Higgs.
Si presume che se esso ha una massa di 220 GeV,lo si troverà di certo nel Large Hadron Collider (LHC) del CERN.
Di fatto,una luminosità integrata di soli 10^4 picobarn inversi sarà sufficiente per trovare il bosone di Higgs;ciò significa che basterà una luminosità molto più modesta di quella prevista dai costruttori dell’LHC.
I progetti inerenti all’LHC del CERN,mirano ad aumentare le energie di collisione fino a raggiungere la fascia dei Tera elettron Volt (10^12 eV),alla ricerca di prove della supersimmetria* ,del top quark e dell’ormai “famigerato” bosone di Higgs (tutte componenti del modello standard della fisica delle particelle elementari).
Secondo J.D.Barrow comunque,anche le energie che ci si aspetta di raggiungere all’LHC sono ancora al di sotto di un fattore di circa un milione di miliardi per raggiungere le energie necessarie per controllare sperimentalmente lo schema di una quadruplice unificazione,proposto da una “Teoria del Tutto”.
A mio avviso,
se il bosone di Higgs non verrà identificato neppure nei prossimi esperimenti all’ATLAS (l’apparato all’interno dell’LHC del CERN),ciò non creerà alcun imbarazzo per i fisici che da diversi decenni ormai stanno cercando di rilevarlo.È vero che alcuni esperimenti compiuti nel corso dell’ultimo decennio, hanno cominciato a limitare notevolmente lo spazio parametrico per questa particella, ma finorà non è mai emerso nessun risultato significativo.
A ben vedere,la teoria che descrive tale particella scalare con spin nullo (ovvero il bosone di Higgs),ad un livello assai profondo soffre di gravi problemi formali.Uno di questi (…forse il peggiore),è che le particelle scalari sono notoriamente sensibili alla nuova fisica che potrebbe subentrare a scale di energia molto alte (come quelle che verranno utilizzate nel progetto ATLAS,rimanendo nello specifico).Se le forze: forte,debole ed elettromagnetica sono unificate ad una certa scala-livello di energia,e il bosone di Higgs diventa parte di una struttura maggiore, diventa virtualmente impossibile mantenere “leggera” la particella scalare quando le particelle ad essa affini diventano “pesanti”.Nel modello standard non è possibile preservare la gerarchia delle scale in alcun modo naturale.
Tutto comunque si verrebbe a risolvere con l’introduzione,a tal punto,del concetto di supersimmetria. Ogni bosone e ogni fermione in una coppia supersimmetrica danno lo stesso contributo alla massa efficace del bosone di Higgs,ma il loro contributo è di segno opposto.In ultima analisi quindi,gli effetti di tutte le particelle virtuali (dei fermioni e dei bosoni),si annullano facendo sì che la massa del bosone di Higgs non risenta dell’influenza della fisica a scale di energia più alte.Rimane comunque a questo punto un problema di fondo:
Se le particelle ordinarie vengono divise in massa dalle loro partner supersimmetriche,viene a mancare il meccanismo con cui le une e le altre si annullano nel calcolo degli effetti delle particelle virtuali sulla massa di Higgs.Senza addentrarmi in ulteriori dettagli tecnici,tirando le somme,è possibile giungere all’idea che la scala di energia a cui i partner supersimmetrici della materia ordinaria dovrebbero esistere,non può essere molto più alta della scala della rottura di simmetria dell’interazione debole.
Con i futuri esperimenti al CERN,sarà quindi possibile stabilire una volta per sempre, la fondatezza o meno del modello supersimmetrico,ipotizzato già agli inizi degli anni ‘70.
Sulla Supersimmetria:
http://www.riflessioni.it/forum/showthread.php3?t=10337
Fausto Intilla
www.oloscience.com
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