venerdì 23 novembre 2007

Lionel Ritchie chi?

Chiedo scusa, in ginocchio sui ceci, per il fatto di non ammorbarvi abbastanza con poesiuole e storielle buffe. L'ispirazione tornerà sicuramente. Per ora ha mandato una cartolina da Santo Domingo, con annessa firma autografa di tale Jenny, che non credo di conoscere. Fa la bella vita, senza di me, l'ispirazione. E' la sua massima aspirazione, d'altra parte. Da questa parte invece si sta sul lotto volante, e non sempre escono i miei numeri. Il 12, come ricorderete (vedi qualche post sotto) l'ha acquistato Dj Dexter su Ebay. Ehi, ma mi diverto, anche. Lo giuro. Non mi piace dire che si tira a campare, nè che si tira a Campari. Sono astemio e non mi drogo. Ma poi è alcolico il Campari? Urge approfondimento, come diceva la trivella. Ma. C'è sempre un ma. Nonostante sia turbato dal non sapere chi vincerebbe in un duello di thai box tra Alberto di Garlasco e Amanda Knox from Perugia (former US citizen), scopro sempre cose che mi strappano un sorriso. E il mio chirurgo plastico non è certo contento. Se fossi più sensibile mi commuoverei nel vedere la neve che si scioglie e scopre i primi fiori. I fiori dal canto loro, scoperti, si prendono un accidente e perdono petali, sepali, stami e pistilli e, sì, ho studiato botanica all'università. Utile, direte. O forse direte, danziamo un folle fox trot. In quel caso,beh non sono certo fatti miei. Se fossi più sensibile, spiegavo. E invece sbalordisco di fronte a cover dialettali di canzoni pop funkeggianti degli eufonici anni 80. Lionel Ritchie, avresti potuto pensarci prima. Io, intanto, me la rido. All night looooong....all night, all night....all night long.


giovedì 15 novembre 2007

Parliamoci Chiari

Pietro Chiari aveva ragione.

"Chi parla in prosa a zente
che sia del verso amiga
o poco el sa de versi
o nol vol far fatiga"

O rima o morte.

lunedì 5 novembre 2007

Speed Stacking

Cosa abbiamo fatto fino ad oggi?
Perchè mia madre mi ha iscritto a calcio, nuoto, tennis o qualsivoglia altro sport, quand'ero piccolo?
Se qualcuno mi avesse reso partecipe del fatto che esiste codesto sport mirabolante non avrei penato per laurearmi e sarei trasvolato in Giappone per seguire le orme di questi bambini, piccoli di statura, ma già uomini.
Siamo comunque tutti ancora in tempo, esistono i campionati mondiali di speed stacking e quest'anno ha vinto un undicenne tedesco. Ja. E' tutta colpa della playstation se ci si affeziona poco a queste salubri attività.
Bene. Domani regalo le mie chitarre, chi le vuole si faccia avanti, brucio tutti gli "Uomo Ragno" in mio possesso, e vendo su eBay il portatile e il lettore dvd. Col ricavato compro uno stock iperbolico di bicchieri di plastica al 99cents.
Venite al allenarvi meco cari lettori.

lunedì 22 ottobre 2007

Reazione a Cadena

Oh.
Mi sono riguardato con piacere lo stupendo libro di fotografie Fuck you heroes di Glen Friedman, un entusiasmante portfolio di immagini relative alla nascita del movimento skate e punk-hardcore. Le foto sono molto belle, però riguardandole non posso fare a meno di pensare che, oh, Henry Rollins mi sta proprio sulle palle. Ho sempre tifato per Dez Cadena diamine, anche perchè Henry mi avrebbe sicuramente preso a pugni se fossi stato al liceo con lui.
E poi nel suddetto libro ci sono un sacco di foto dei Minor Threat e del mitico Ian Mackaye. Egli, sì, mi sta simpatico.
D'altra parte presumo che a nessuno, nè tantomeno alle persone nominate qui, importi di queste cose. Perciò leggetevi il post qui sotto, che è quanto vi aspettereste di trovare nel fake blog di Dj Dexter.
Mi sento un po' un minus habens quando vi racconto i cazzi miei.

L'importanza di chiamarsi Dexter

Scusate.
So che ogni giorno avrete controllato su questo sito faceto se il buon vecchio Dexter aveva postato qualcosa di nuovo. Chiedo venia, sono tornato ieri sera. Dov'ero? E' presto detto.
Ma prima: la sigla.

Le avventure tragicomiche di Dj Dexter. tu pa tuttu pa tu pa tuttu pa trattatrattatratta pcccc.
Orbene. Sono tornato ieri sera a notte fonda, stanco come non mai. Sono andato a Castelbovino alla Sagra della Polenta a mettere i dischi. Esatto, non c'era la classica orchestra di liscio, come siete sagaci. Siccome non ho un agente la settimana scorsa telefonai io stesso al comune di Castelbovino chiedendo se avessero bisogno di uno che metteva musica.

"Si, salve sono Dj Dexter. Mi chiedevo se per caso non aveste bisogno di un dj per la sagra della polenta. Sa, ho letto sul blog di Grillo che Chicco de Matteo e Ruggero Scandiuzzi hanno indetto uno sciopero delle orchestre di liscio, presumo siate nelle proverbiali mandole".
"Mandorle? Dj cosa?"
"Lasci perdere. Dexter, comunque. Dex-ter".
"Ah, beh in effetti ci farebbe proprio comodo qualcuno che porti un po' di musica. Sa, una sagra della polenta senza musica non è una vera sagra. Lei ha esperienza come dj?".
"Ma certo, ho lavorato alle più importanti fiere dell'elettronica".
"Quindi fa musica elettronica, dovrei parlarne con gli organizzatori".
"No, no. Ho lavorato alle fiere dell'elettronica. Vendevo banchi di RAM vestito da microchip.
Però la musica la metto su bene, come la metto su io non la mette su nessuno, mi creda".
"Diciamo che allora ci si può incontrare per un briefing in comune. Facciamo sabato mattina?"
"Dopo le repliche di Spongebob?".
"Cosa?".
"Sabato mattina, perfetto. Le lascio il mio numero".
"D'accordo, mi dica".
"12".
"Poi?".
"Poi basta, quello è il mio numero, l'ho comprato su Ebay con regolare contratto. Giusto perchè lo sappia, se d'ora in avanti dovesse usare per caso il numero 12 deve pagare i diritti".

Nonostante mi perdessi la replica di Spongebob decisi ugualmente di mantenere fede all'impegno e recarmi nella sede del comune di Castelbovino. Era necessario accordarsi con gli organizzatori della sagra sul programma musicale da presentare nella settimana successiva.

"Piacere Dj Dexter".
"Buongiorno, Emilio Frizzi, gli anni precedenti gestivo le orchestre di liscio".
"Parente, per caso, di Giorgio Frizzi?".
"Eh, no, non che mi risulti. In ogni caso, lei come avrebbe intenzione di programmare la scaletta musicale delle serate?".
"Dunque, beh, volevo fare un giro in paese giusto per chiedere alla gente cosa ascolta. Sa, per regolarmi. Cosa va qui per la maggiore? Post-rock? Grindcore? Elettroclash? Emo?".
"..."
"Al Bano?".
"Ah, non avevo capito scusi. Ma sa, siamo molto orientati verso una clientela giovanile. Qui alla sagra della polenta abbiamo un occhio di riguardo per i giovani".
"Paola e Chiara?".
"Ma perfetto, non ci avevo pensato. Lei è un ottimo dj".
"Eh, chissà che danze scatenate eh".

La terza sera, dopo Sarà perchè ti amo, Ero contentissimo e 50 Special, decisi di evitare di impazzire e dare una svolta alla serata e alla dignità del suddetto infilando di nascosto nella scaletta un pezzo grind dei Vomitosic Sbudellament. Alla prima rullata di batteria i reduci della seconda guerra mondiale che danzavano da due ore un identico ballo in-line si tuffarono sotto i tavoli utilizzando le pentole della cucina a guisa di elmetti. La signora Elsa e la signora Lina cominciarono a rotolarsi per terra cercando di spegnere delle fiamme invisibili e roteando gli occhi indemoniate. I ragazzi della parrocchia tentarono di sacrificare una capra a Belzebù, dopo aver legato Don Mariolino a testa in giù al palo della cuccagna. Quella sera a Castelbovino ci furono quattro omicidi, due stupri, venne fatta pulizia etnica dei vicini di Casalvulvatico e il gruppo del cucito organizzò un sucidio di massa gettandosi nel fiume Sorgo a mezzanotte.
La serata fu un enorme successo.

mercoledì 10 ottobre 2007

sabato 6 ottobre 2007

Le battaglie del secolo 1

Altro che Celebrity Deathmatch: TOPO GIGIO VS BOKASSA


sabato 29 settembre 2007

Il coraggio da mare

Ivan tornò a casa a sera ormai inoltrata.
I suoi passi producevano un suono ovattato sulla neve caduta da poco e le impronte lasciavano una scia per un fantomatico inseguitore.
Varcò la soglia di casa mentre gli operai accendevano i lampioni lungo la strada.
Lo aspettava Vassilj con un grembiule imbrattato di sangue e la mannaia in mano; stava sgozzando una gallina al grido di "muori putrida menscevica", fischiettando motivetti salmodianti.
"Bentornato Ivan". Gli disse, senza curarsi troppo dell'amico.
"Che stai preparando di bello? Ho una gran fame".
"Oh, ti riferisci a questa? No, questa non è la cena, sto giustiziando la gallina perchè sospettata di connivenza con il nemico".
"E non potremmo mangiarcela poi?".
"Veramente avevo intenzione di esporre il corpo sulla pubblica piazza, infilato su una picca".
"Capisco. Ma per cena cosa c'è, si può sapere?".
"Anatra a l'orange". Usò un tono compiaciuto.
"L'hai fatta tu?". Chiesi stupito.
"Sì, vedi qualcun altro qui?".
"Sì, Anton, Jacob e Dimitri". Risposi indicando col dito i tre, che bevevano vodka sul divano.
"Sottigliezze. L'ho fatta io e basta".
"E come? Non sapevo ti destreggiassi tanto bene in cucina".
Rise. Rise di gusto, come se avessi detto la più stupida delle cose.
"Caro Ivan, è bastato digitare how to cook anatra a l'orange su Gugol et voilà".
Stupido io a non pensarci. Miracoli di Pravdanet. Ringraziamo il compagno Josip, supremo capo del Governo e inventore della rete di telecomunicazione più estesa del mondo. Del mondo al di qua del Muro di Cracovia, per lo meno.
A Berlino avevano bisogno di spazio per costruire un nuovo centro commerciale. Il centro commerciale più esteso del mondo. Al di là del Muro di Cracovia, per lo meno.
Dicevo. A Berlino avevano bisogno di più spazio e perciò pochi anni fa il Muro venne spostato a Cracovia, con grande disappunto del Professor Wacowski che si trovò la casa divisa a metà e si vide costretto a chiedere il permesso per andare al bagno al soldato semplice Micheal Cann.
"Ma Vassilj, non avevamo la connessione a Pravdanet, fino a ieri".
"E oggi invece sì caro Ivan, l'ho barattata al Ufficio Pubblico con un piatto di anatra a l'orange".
"Ho fame Vassilj, ho fame".
"Porta pazienza, domani baratto la radio con delle ali di pollo".
"E sia, vado a dormire ora. Buonanotte compagno Vassilj e evviva il compagno Josip, supremo capo del Governo".
"Evviva".

venerdì 28 settembre 2007

mercoledì 26 settembre 2007

A mali estremi. Amari esterni.

Gli faceva troppo male l'occhio. Pulsava.
Se lo cavò.
Gli faceva male anche il braccio.
Se lo cavò.
Il naso gli procurava prurito.
Se lo cavò.
Aveva l'artrite ad un dito della mano.
Se lo cavò.
Gli faceva male un testicolo.
Se lo cavò.
Gli faceva male un orecchio.
Se lo cavò.
Gli faceva male la stanza blindata sotterranea della banca.
Se la caveau.

lunedì 24 settembre 2007

qui c'era scritta roba, ma ho cancellato
non volevo far l'ennesima figuraccia

attendiamo un post più decente o una poesiuola frivola
tipo

Se la cacca olezza d'aglio
qui succede un parapiglia
tutti insieme, non per sbaglio
balleremo la quadriglia
e faremo un girotondo
arrivando a Ventimiglia.


Credetemi, è molto meglio sta cosa delle mie seghe mentali che stavo rischiando di propinare a Voi gentili lettori.


venerdì 21 settembre 2007

Un due tre a star sotto tocca a te

Fecero la conta e, come da copione, risultò che toccava a lui.
Si appoggiò contro un albero, con il braccio pigiato davanti agli occhi, sforzandosi di non sbirciare mentre iniziava scorrere i numeri.
"Quanto?" Chiese.
"Conta fino a cinque milioni, se sei capace". Era una sfida bella e buona.
"Guardate che so contare, non è un problema". Non si sarebbe fatto sbeffeggiare da quei quattro soldi di cacio. "Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto...".
Al duemila e ottocento Antonio era arrivato in provincia con l'autobus numero sei, si fermò a prendere un panino all'osteria La Capra Lanuginosa.
Al ventottomila Francesco dormiva al calduccio sotto le coperte, abbracciato a un pupazzo del Mago Ginocchio.
All'un milione e quattrocentoseimila Dario faceva scalo a Francorforte e si preparava al check-in per Pechino.
Al tre milioni e uno Mariano si diplomava tra gli applausi delle nonne.
Arrivato a quattro milioni e novecentomilanovecentonovantanove Fulvio iniziò a sentire secchezza alla gola, aprì un occhio per guardarsi attorno, ma non vide nessuno.
Sconsolato iniziò a cercare dietro agli alberi del parco.
"Chi è dentro è dentro, chi è fuori è spia!". Si domandò se non avesse perso la sua adolescenza.
Un vecchio passò in biclicletta e lo prese a male parole "Tagliati i capelli, barbone!".

giovedì 20 settembre 2007

Etimo. E stimo.

Io non sono uno scrittore.
O meglio, lo sono. Ma scrittore non vuol dire una beneamata fava.
Tutti sono scrittori.

Fagiolo.
Visto? Ho scritto.
Quelli che inventano gli slogan pubblicitari, essi sono scrittori. Mia nonna, quando stila la lista della spesa, è una scrittrice. Scrive. Perciò non esistono scrittori bravi o scrittori infimi. Chiunque può essere scrittore, se prende carta e penna e possiede nozioni elementari. Se proprio vogliamo essere precisi un bravo scrittore è colui che ha una grafia considerata unanimamente bella, oggettivamente bella, aggraziata, pulita. Ecco, tutti e nessuno.
Perciò, detto questo, se vogliamo essere precisi per la seconda volta, credo concorderemo tutti sul fatto che invece esistono bravi narratori, bravi inventori, bravi poeti, bravi saggisti, bravi romanzieri. In sostanza è tutto qui, mentre tutti possono essere scrittori, non tutti hanno la facoltà e la capacità di essere bravi, ottimi, narratori. Quella è una buonissima dote, che può essere innata o, a volte, appresa. Non tutti hanno una fervida fantasia che permette loro di creare storie fantastiche o, quantomeno, disporre le parole in un ordine che poi risulti "magico". Comunque mettere due o tre parole in rima, secondo schemi infantili e naif, non fa di me un poeta. Premesso che io rifuggo quel termine, se la gente proprio vuole può chiamarmi tale.
Volendo, esiste anche una categoria di nonscrittore, che potremmo chiamare il divertitore. Che magari, chissà secondo quali canoni, non è narratore, non è inventore (ma è arduo che non lo sia), non è poeta, ma in ogni caso scrive scrive scrive e qualcuno si diverte a leggere il modo in cui mette in fila le lettere.

E Federico Moccia? E' uno scrittore!

La categoria "seghe mentali da blog" esula anche dal mettere in fila le lettere. Per cui questo post non esiste.

Dj Dexter

domenica 16 settembre 2007

Route 666

L'altra sera guidavo placidamente attraversando le campagne della bassa. Io non amo andare in macchina, ma di notte, in mezzo al nulla, provo un senso di tranquillità che non mi disturba affatto. Ebbene, canticchiavo allegro seguendo le parole delle canzoni che la radio mi regalava, quando sul sedile del passeggero, in uno sbuffo di fumo e zolfo, apparve un figuro cornuto. Premetti il piede sul freno, senza dosare la forza e andai a sbattere con la testa contro il volante.
Non potei fare a meno di bestemmiare.
"Ben fatto, amico". Disse quel tizio di rosso vestito che ancora mi stava accanto. "Sono parole di zucchero per me".
"Chi cazzo sei?!". Chiesi tramortito.
"Corna? Ali da pipistrello? Ah, ecco guarda questo". Estrasse un forcone dallo zaino. "Non è evidente? Sono Satana".
"Sì e io sono Dj Dexter! Un momento, ma io sono Dj Dexter!". Non stava mentendo. "Ma che diavolo vuoi da me?".
"Beh, nulla di preciso. Ero stanco di vagare per l'Etere e ho deciso di farmi dare un passaggio dal primo che passava".
"D'accordo, ma cosa ci fai qui tra Casazze e Ospitaletto?".
"Amico, sono posti dimenticati da Dio, dove altro potrei stare?".
Non faceva un grinza.
"E dove dovrei portarti ora? Io starei tornando a casa e non ho intenzione di venderti l'anima".
"Non preoccuparti ,ho lasciato il portafoglio nel quinto girone. Non so dove ho la testa. Comunque guarda la strada e non fissarmi, c'è un ciclista".
Diamine, mi ero soffermato a guardare il mio nuovo copilota e non mi accorsi che lungo la strada pedalava un ometto senza luci sulla bici che ne segnalassero la presenza.
Ero troppo vicino e a nulla valse frenare. Lo investii in pieno. Cazzo. Cazzo. Guardai nello specchietto retrovisore e vidi che tentava di rimettersi in piedi dopo il volo che gli avevo fatto fare.
"Che facciamo?". Forse non era la cosa migliore chiedere al mio passeggero.
"Non vorrai mica lasciarlo qui così. E' ancora mezzo vivo! Vade in retro!".
Me lo chiese in un modo totalmente convincente e trovai difficile non ascoltarlo.
"Siii vado in retro Satana!".

Promise di prendersi la colpa dell'accaduto, qualora la polizia avesse bussato alla mia porta.
D'altra parte aveva usato le sue doti ipnotiche per farmi agire così. Per ricambiare lo invitai a cena, volevo fargli verdure al vapore ma non trovavo più i coperchi delle pentole. Optai per un pollo alla diavola, sapendo che avrebbe gradito. Mi stupii nello scoprire che non amava il cibo piccante. Passammo la serata a giocare a scarabeo e, quando ormai albeggiava, gli prestai una bici e lo salutai con una stretta di mano.
Diavolo, mi devi un favore.

giovedì 13 settembre 2007

La rubrica del "Come sarà adesso?"


Lo so. Vi manca. Manca anche a me. Poi adesso c'è quel tizio con la pettinatura emo.
Ridateci il bambino della Kinder, l'unico ed originale.

Bambino Kinder Lotta Con Noi

Il lavoro prende libri

Che poi io non ci volevo andare, avevo sonno.
"Vatti a cercare un lavoro, debosciato!". Mi urlava contro mia madre.
Eppure aveva promesso che una volta laureato avrebbe smesso di rompere le scatole. Eppure.

L'agenzia interinale mi accolse con uno scampanellio metallico e qualche sorriso di circostanza.
"Buongiorno...Signor?".
"Dexter, Dj Dexter".
"Come si scrive? Con la F grande? Sa, è per il database".
"No, è Dexter, non Defter". Corressi imbarazzato l'amabile signorina della reception.
Parlammo del tipo di lavoro che stavo cercando e compilai diversi moduli, riempiendoli con i miei preziosissimi dati personali.
"Dunque signor Defter, lei è laureato in filologia. Eventuali occupazioni precedenti?" Chiese.
"Nessuna, che mi risulti".
"Ma, in buona sostanza, ci sarà pur qualcosa che sa fare. Dovrebbe quantomeno presentare un curriculum più sostanzioso alle aziende".
Mi sentivo redarguito. Probabilmente la guardai sbattendo le ciglia.
"Si beh, in effetti. So fare finta di parlare spagnolo". Ne andavo fiero. "Oye como va? Arriba Arriba! Estrella roja! Real Madrid! Te quiero!"
"Ehm. Si. Altro?"
"Beh, posso fare la batteria con la bocca. Senta un po'. Tupa tupa tu tu tupa tra tratta tra tratta.
Senta il crash sciaffffffff. Senta il ride criiin criin. Son bravino,no?".
"Devo dire che mi ha stupito, ma non so se ci sono richieste per questo genere di cose. Si sforzi, nient'altro?".
"Eh, mi faccia pensare. So distinguere la destra dalla sinistra! Non sempre, in effetti. Vediamo.
Ci penso e poi le mando un sms".
Mi guardò con aria di diffidenza malcelata.
"E per quanto riguarda il rapporto col cliente? Col pubblico insomma, con la gente".
"Non me ne parli, quando mi stringono la mano vomito. Mi dia la mano, ecco, così. Bleeeuuuurghhhhhhh. Ha visto? Mica dico frottole. Tenga, vuole una salvietta?".
"Ben gentile".
"Si figuri".
"Comunque, signor Trefter, cosa è venuto a fare qui?".
"Ma io mica ci volevo venire, avevo sonno".

martedì 11 settembre 2007

vroooooooooooomsbabaaaang

Eviterò di inaugurare la tediosa rubrica "Cosa stavo facendo quell' 11 settembre".

Piuttosto. Stamattina proprio non avevo voglia di alzarmi. Ho posato i piedi a terra con la gioia che pervade un impiccato nella medesima occasione e con fare disinvolto sono sceso al piano di sotto barcollando e cercando di raggiungere l'Eldorado culinario. Volevo, fortemente bramavo un caffè caldo che mi svegliasse o mi intorpidisse ancor di più i sensi. L'una o l'altra per me pari erano. Fortunatamente qualcuno prima di me aveva provveduto a far gorgogliare la moka, saturando l'aria di quel delizioso aroma color del legno più robusto. Mi accorsi subito che qualcosa non andava. Mancava nel frigo un ingrediente fondamentale per la preparazione del famoso caffè macchiato. Eh, bravo l'hai capito, vuoi un premio o ti stringo solo la mano? Il latte santocielo. Il latte. Non potevo bermi un caffè liscio. Liscio è da perdenti. Decisi, contro ogni mia stessa aspettativa, di vestirmi di buon comando e recarmi al più vicino supermarket, pena il non poter iniziare nella maniera migliore la giornata. Un paio di jeans e una maglietta che si era scordata cosa vuol dire ferro da stiro ed ero pronto per la scarsamente sostenibile impresa. Fortunatamente hanno di recente costruito un eccezionale complesso di negozi proprio nelle campagne di fronte a casa mia, complesso che mi preclude lo sguardo a quegli Appennini che prima, nelle giornate terse, svettavano in lontananza. Tanto meglio, io ci cago in testa agli Appennini. Sapete, mi perdo immancabilmente quando entro in un supermarket, resto ipnotizzato davanti ai lunghissimi scaffali ricolmi di cibo con la bava alla bocca e la testa ciondolante e non posso fare a meno di acquistare quella nuovissima bibita al gusto di uvapassazucchinomelabanana. Sono fatto così. Questa vola cercai però di concentrarmi, ero venuto esclusivamente per il latte. Doveva essere una toccata e fuga. Solo che lo scaffale del latte era lungo più o meno come casa mia e la scelta di prodotti che mi si presentava praticamente sterminata. Che fare? Cosa comprare? Latte intero o scremato? Fresco o a lunga conservazione? Non potevo decidere, non avevo la mente lucida e così decisi di fare l'unica cosa possibile. Andare dalla Sibilla. In questo complesso di negozi c'è anche un esercizio di divinazione gestito da vergini dotate di virtù profetiche che lo hanno rilevato in franchising. Si può entrare e, per la modica cifra di quindici euro, farsi schiarire la mente da una Sibilla in videoconferenza da Cuma o Delfi. Quella Tiburtina riceve solo su appuntamento. Il posto è molto suggestivo, ci sono tende con le perline, incenso che brucia, capre che girano libere e le vergini hanno vestiti alla moda, ma comunque molto sobri e non pretenziosi.
Vi misi piede e chiesi se ci fosse uno stanzino libero per me.
"Buongiorno o venerabili vergini dotate di virtù profetiche"
"Buongiorno a lei" Risposero in coro con voci melliflue.
"C'è per caso una postazione webcam libera? Avrei bisogno di un responso".
"Prego mi segua" Mi fece Vergine Numero 3.
Il cubicolo in cui mi portò era angusto, ma dotato di ogni comfort. C'era uno schermo ad alta definizione, una webcam ad alta definizione, delle casse stereo ad alta definizione, un cactus ad alta definizione per dare un tono all'ambiente. Infilai nell'apposita fessura i quindici euro e tutto si illuminò come per magia. Davanti a me era apparsa, in diretta, la Sibilla di Delfi (peccato, quella di Cuma mi stava più simpatica. Per sentito dire,più che altro.).
"Giovane". Disse. "Cosa desideri?".
"Eh, buondì o apollinea, ho un quesito da porle". Ero un poco riluttante. "Crede sia meglio il latte intero o quello parzialmente scremato per macchiare il caffè?".
"Ibis redibis numquam peribis in bello"
"Cazzo! Ancora?!". Era un filmato in loop, maledetti truffatori.
La prossima volta telefono al Maestro Do Nascimento.
Me ne andai sbattendo con fragore la tenda di perline.

Sipario.

giovedì 30 agosto 2007

Sebastian mi precedeva di pochi passi, fisicamente e mentalmente. Io, dal canto mio, lo seguivo distratto, rapito e imbavagliato dalle luci scintillanti delle vetrine dei negozi. Ogni tanto si voltava per assicurarsi che fossi ancora lì e non mi fossi gettato a capofitto in una drogheria a scialacquare i nostri pochi soldi in aringhe affumicate. La neve scendeva con noncuranza, non voleva darci fastidio, ma solo farsi vedere per farci almeno capire che era effettivamente inverno e che sarebbe stato il caso di cercare i regali di Natale. Cercavo di camminare esattamente dove Sebastian aveva lasciato le sue impronte, così forse gli indiani non mi avrebbero trovato e costretto a sposare Lontra-che-balbetta. Comunque. Arrivammo davanti alla bottega di mastro Norbert e Sebastian mi invitò ad accomodarmi facendo segno con la mano. Il posto era una specie di ripostiglio per chincaglierie e vecchi oggetti di cui la gente voleva disfarsi, i prezzi erano modici e si poteva incappare in cose strane.
"Vieni Otwald, vieni a vedere" Mi disse Sebastian.
"Arrivo. Cosa hai trovato?".
"Non è stupendo? Guarda che magnifico oggetto".
"Ma cos'è?".
"Non lo so Otwald,che importa? Ha un suo fascino,non trovi?".
"Hai ragione. Non riesco a distogliere lo sguardo,anche se non capisco proprio a cosa possa
servire".
"Lo potremmo chiamare il tantalizzatore".
"E' un'idea interessante Sebastian, ma non credi che dovremmo anche visitare il resto del
negozio?".
"Non essere pressante, mi ricordi Lontra-che-balbetta".
"Oh, gli indiani hanno cercato di combinare un matrimonio anche con te?".
"Già, ho dovuto barattare il mio diniego con un vecchio grammofono e dieci pacchetti di M&Ms".
"Diamine! Dovrò procurarmi merce di scambio altrettanto rara per liberarmene, continuano
a seguirmi di soppiatto. Anzi, mi è parso di vederne uno sbirciare dall'interno di quella cassapanca proprio poco fa e poi ogni tanto trovo delle piume di aquila in giro per casa. Sto
iniziando a preoccuparmi".
"Vedrai che qui da mastro Norbert troverai qualcosa con cui liberarti di loro, Otwald".
"Lo spero tanto, sono stufo di dover camminare nelle orme che mi lasci sulla strada. E quando smetterà di nevicare? Come farò?".
"Ti preoccupi troppo, caro amico. Devi pensare piuttosto al regalo per Maria, vedrai che apprezzerà".
"Già, Maria. Chissà se ha capito che sono infatutato di lei. Nell'ultima appassionata lettera che le ho spedito avevo infilato un tenero furetto. Spero sia arrivato non troppo sdrucito".
"Che dolce pensiero, Otwald, vorrei essere bravo quanto te a conquistare le ragazze. Nessuna
mi considera degno come marito invece".
"Perchè dici così Sebastian?".
"Lo sai, dopo che sono arrivato sedicesimo al concorso nazionale per il marito più degno tutte le ragazze mi guardano con disprezzo. Mi trovano un perfetto imbelle".
"C'è sempre Lontra-che-balbetta, povero amico".
"Ehi Otwald, hai visto che delizioso paralume?".
"Non toccarlo! Ci ho visto spuntare una piuma...".

Sipario

Oggi ho letto frasi che mi fanno incazzare. Io non sono così,per cui sborev tuti.

mercoledì 29 agosto 2007

Doctor House is in da house

RESPECT!

Questo trafiletto vale una foto del simpatico e yo_whassup Hugh Laurie. Poichè il portatile del sottoscritto Dexter oggi non vuole caricare le immagini lavorate un poco di fantasia o fedeli lettori.

martedì 28 agosto 2007

Figa

Allora. Giacchè voglio spudoratamente farmi pubblicità inserirò una serie random di termini tra i più cercati dai maniaci che si aggirano sull'internèt. Chissà che non mi trovi il Moraz, a cui ancora non ho dato l'indirizzo del blog. Orbene:

pussy,cumshot,threesome,blonde,nasty teen,black on blonde,sperm,massive,bukkake,lesbian,orgy,squirt,fuck,swallow,asshole,hard sex,bestiality,teen,creampie,snowball,lesbo,facial,jizz,anal,anal sex,beaver,german goo girls,mature,voyeur,amateur,forza chiara.

Cazzo,è un trucco vecchio come Il celacanto, ma qualcuno ci finirà pure su sto blog.

Questo tavolo è una merda (qualcuno ci finirà cercando merda, lo so!).

lunedì 27 agosto 2007

Ho scoperto cos'è il mire
ma non ve lo posso dire.
Ho scoperto come è fatto.
Non lo dico, sarei matto.
Su, pensate ancora un poco.
Acqua. Acqua. Fuoco. Fuoco.

I'm turning japanese

Ho avuto una interessante conversazione con un amico che sta per laurearsi in Lingue Orientali: giapponese, per la precisione.
Ebbene, discorrendo amabilmente di scrittori dagli occhi a mandorla ho avuto conferma di quanto sospettavo. Primo: la maggior parte di quanto arriva qui da noi è un' enorme rottura di palle

"Sono andato lì. Il cielo era grigio. Passava un cane, che tenero."

Secondo: Banana Yoshimoto scrive con uno stile e un linguaggio semplificato, banale e commerciale, sostanzialmente la Federico Moccia del Giappone.

E quindi? Quindi niente, tutto ciò mi fa stare più in pace con me stesso. Fanculo.

domenica 26 agosto 2007

Quindici uomini

Io odio l'ala anziana del Consiglio della Filibusta.
Saccenti, spocchiosi pirati del cazzo.
Si credono chissà chi, solo perchè loro hanno un gamba di legno e una benda sull'occhio. E, beh, qualche centinaio di discutibili tatuaggi sbiaditi. Noi pirati moderni veniamo snobbati da quei tizi con la puzza sotto il naso, coi loro pappagalli che ricoprono i tavoli di escrementi. Abbiamo proposto una mozione per l'acquisto di due motoscafi e un sottomarino, coi proventi delle ultime ruberie ai danni di quel mercantile sudafricano. Ma loro no, loro hanno il diritto di veto e hanno deciso che si doveva far costruire un fottuto galeone. Peste li colga. Oddio parlo come quelli. Dovreste vederli, tutti intenti a rimirare le loro pistole ad avancarica e le spade incrostate di salsedine. Mi fanno un po' pena, ma purtroppo il voto degli anziani vale il doppio dei nostri giù al Consiglio. Verrà un giorno in cui avremo ciò che ci spetta e allora arriveranno in sede casse di armi col mirino laser ed esplosivo al plastico e gommoni che sfuggono ai radar delle capitanerie di porto. Sarà un bel giorno. Intanto continuiamo pure ad ingozzarci di grog e cantare canzoni demodè; io preferisco gli U2. Anzi, spero che vengano in concerto a Martinica, saremo di stanza lì per almeno due mesi buoni, ci hanno detto che passano un sacco di ricchi americani in cerca di tesori subacquei. Che vengano. Arr.

sabato 25 agosto 2007

paghiamoli pure

La Nfl sospende Vick

Dopo aver ammesso di aver organizzato incontri tra cani e di averne anche uccisi alcuni, il quarterback è stato fermato a tempo indeterminato dal commissario Roger Goodel, che ha definito il suo comportamento "crudele e riprovevole"
Michael Vick, quarterback degli Atlanta Falcons. Reuters
Michael Vick, quarterback degli Atlanta Falcons. Reuters
RICHMOND (Stati Uniti), 25 agosto 2007 - La National Football League ha sospeso a tempo indeterminato Michael Vick, quarterback degli Atlanta Falcons. Il provvedimento è scattato dopo che il giocatore ha ammesso le sue responsabilitá in un'indagine relativa all'organizzazione di scommesse clandestine sui combattimenti tra cani. A un giudice di un tribunale di Richmond, Vick ha anche confessato di aver autorizzato l’uccisione di diversi animali non sufficientemente aggressivi per combattere: ha però negato di aver effettuato scommesse.
FALCONS -Roger Goodell, commissario della Nfl, ha definito "non solo illegale, ma anche crudele e riprovevole" il comportamento di Vick. I reati commessi costituiscono una violazione del contratto: i Falcons, quindi, sono autorizzati ad intraprendere le azioni necessarie per recuperare i 22 milioni di dollari versati come bonus al quarterback nel 2004, quando Vick firmò un contratto di 10 anni per 130 milioni di dollari. Goodell potrebbe incontrare Vick nelle prossime settimane e rivedere il provvedimento di sospensione alla luce di eventuali sviluppi del procedimento penale.

wow, ai miei tempi non facevano pile di merda così alte

Willy Wonka fa marketing strategico


cioccolato

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giovedì 23 agosto 2007

ah la parodia e il citazionismo i piaceri della vita

Ovviamente non i soli piaceri.
Comunque.
Perchè piazzo qualcosa che non ho scritto io sul mio post? Non saprei, devo sapere tutto io?
Voi mai niente? Che diamine.
Fatto sta che ho ritrovato questa poesia, la quale mi fu indicata da mia madre anni or sono. Ovviamente mi piacque, fa rima. E' intelligente. Non proviene da orribili siti che raccolgono poesie d'amore. Ah. Godetevela.

LUCIANO FOLGORE
LA PIOGGIA SUL CAPPELLO

Tratto da Luciano Folgore, Poeti controluce,
Foligno, Campitelli, 1922, pp. 43-48.

Silenzio. Il cielo
è diventato una nube,
vedo oscurarsi le tube
non vedo 1'ombrello,
ma odo sul mio cappello
di paglia,
da venti dracme e cinquanta
la gocciola che si schianta,
come una bolla,
tra il nastro e la colla.
Per Giove, piove
sicuramente,
piove sulle matrone
vestite di niente,
piove sui bambini
recalcitranti,
piove sui mezzi guanti
turchini,
piove sulle giunoni,
sulle veneri a passeggio,
piove sovra i catoni,
e, quello ch'è peggio,
piove sul tuo cappello
leggiadro,
che ieri ho pagato,
che oggi si guasta;
piove, governo ladro!....

L'odi tu? Non è di passaggio
come 1'acqua
di maggio,
che sciacqua la terra e la monda.
Sgronda terribilmente;
si sente il blasfemo
di un polifèmo ambulante,
si veggono ninfe e atalante
fuggire in un angiporto;
Plutone più vivo che morto
si pone una nivea pezzuola
sul feltro che cola;
Dïana s'accorcia la tunica
fin quasi all'altezza del femore,
e Dedalo immemore e Marte
con toga a due petti e speroni
s'impalano ai muri con arte
per evitare i doccioni.
Cibele fa segno all'auriga
che incurva il soffietto alla biga,
e monta sul cocchio
mentre la furia di Eolo
le palpa il malleolo
le morde il polpaccio,
si sfibia
d'intorno allo stinco e alla tibia.

Bagnati dal coccige al collo,
dal naso al tallone d'Achille,
fradici fino al midollo,
cugini alle anguille,
nubili d'ombrello,
col solo cappello,
sentiamo che 1' essere anfibî
sarebbe un superbo destino,
te biscia,
io girino,
e liscia la piova del giorno
ci colerebbe d'attorno,
non come a Issïone
che fece la ruota a Giunone,
ma pari al Tritone
cui Teti concesse
- regalo di nume -
di potersi fare
un ampio palamidone
di schiume di mare.

E piove sempre,
sul càmice mio,
sul peplo tuo
colore oramai dell'oblio,
piove sul croceo e 1'eburno
del tuo moccichino di seta,
piove sul cromo del mio coturno
che s'impatacca di creta,
piove sopra il cinabro
che t'impomidaura il labro,
piove sui tremuli tocchi
che t'anneriscono gli occhi,
e andiamo d'androne
in androne,
con facce di mascherone,
squadrandoci obliquamente
se qualche pozza lucente
ci specchia e ci invecchia
per farci morir di furore,
Narcisi
dai visi colore
di colla di paglia,
di succo di nastro,
d'impiastro di minio,
di guazzo assassino
di cipria e di cartoncino.

E piove a dirotto
da tutte le nubi,
piove dai tubi
sfasciati
dell'acquedotto
del cielo,
piove sui cani spelati,
piove sul melo e sul tiglio,
piove sul padre e sul figlio,
piove sui putti lattanti
sui sandali rutilanti,
su Pègaso bolso,
su 1'orïolo da polso,
piove sul tuo vestitino
che m'è costato un tesauro,
piove sulla salvia e sul lauro
sull'erbetta e sul rosmarino,
piove sulle vergini schive,
piove su Pàsife e Bacco,
piove persin sulle pive
nel sacco.
E piove soprattutto
sul tuo cappello distrutto
mutato in setaccio,
che ieri ho pagato
che adesso è uno straccio,
o Ermïone
che scordi a casa 1'ombrello
nei giorni di mezza stagione.

Un po' di cultura, caproni!

Il Pachicefalosauro era un dinosauro dalla testa ossea di grandi proporzioni. Aveva probabilmente dimensione maggiore dei suoi affini, raggiungendo in genere una lunghezza di 4, 5 metri, anche se il più grande Pachicefalosauro ritrovato è lungo 8 metri. La volta cranica era ispessita dietro e sopra gli occhi, e nella parte posteriore ed anteriore del collo erano presenti spine ed escrescenze. E’ possibile che usasse la robusta testa nei combattimenti con altri membri della sua specie.

Il dimetrodonte (gen. Dimetrodon) è un tetrapode estinto, vissuto nel Permiano inferiore (circa 280 -270 milioni di anni fa), i cui resti sono stati ritrovati in Nordamerica e in Europa. Spesso è confuso con i dinosauri, ma in realtà questo animale, vissuto molto tempo prima dei giganti del Mesozoico, appartiene al gruppo dei pelicosauri ed è posto sulla linea evolutiva che ha dato origine all'uomo. Questo straordinario animale è molto noto, anche presso il grande pubblico, per la sua spettacolare "vela" dorsale. Era un superpredatore, tra i più grandi della sua epoca, e poteva raggiungere e oltrepassare i tre metri di lunghezza.

Il ritrovamento del Gigantosauro è avvenuto in Argentina,visse nel tardo Cretaceo (nell'Albiano), simile nell'aspetto a giganti quali Cercarodontosauro e l'Allosauro.
I fossili ritrovati erano lunghi dai tredici merti e mezzo oltre i quattordici merti.
Il Gigantosauro era persino più grande del Tirannosaurus Rex!
La scoperta di questo predatore non solo mette in discussione l'egemonia del T-rex ma sfida anche le teorie circa la durata del passaggio che univa il Sudamerica con l'Africa. Dal momento che il Gigantosauro sembra così simile ai predatori dell'Africa e dell'Asia i paleontologi si si stanno chiedendo,alla luce di questa nuova scoperta,se il ponte di terra che un tempo univa i due continenti sia permasto fin nella prima parte del Cretaceo. Benché di dimensioni maggiori del T-rex,al Gigantosauro manca proprio quello che ha reso il suo parente asiatico e nordamericano il re dei dinosauri,la sua mole. Si pensa che il suo peso potesse variare tra le 6 e le 8 tonnellate.

Il gallimimo aveva zampe anteriori corte fornite di "mani" con tre artigli ciascuna. Sebbene fossero aguzzi, il dinosauro non era in grado di usarli validamente né per afferrare né per lacerare. Gli artigli erano invece utilissimi per disseppellire dal terreno le uova di cui il gallimimo si nutriva. Nonostante si cibasse specialmente di piante, non disdegnava i piccoli insetti, che catturava con il becco, e cacciava persino le lucertole.

Sì, sono dinosaurico oggi e no, non mi frega dei font e dell'impaginazione.



mercoledì 22 agosto 2007

sarò b\greve

Perchè quando mia madre parla di antistaminici a me viene sempre da dire antistaminchia?

lunedì 20 agosto 2007

consigli per gli acquisti. Conigli e perle misti.

Se vi è piaciuto Banane a Gerusalemme (vedi il secondo post del Dexter nazionale) allora è il momento per voi, cari lettori, di recarvi giulivi nella più vicina libreria e acquistare col sorriso nel cuore

Descrivo casa mia

di Danilo Avantitutta.

Il libro che, forse, negli ultimi giorni ha fatto più parlare di sè. Un nuovo caso letterario adatto a qualsivoglia palato blibliofilo. Sostanzialmente è la storia di Godfredo che, costretto in casa a causa di un attacco di dengue, inizia a scrivere compulsivamente descrivendo tutto ciò che vede. Godfredo abita in una casa alla periferia di Massa Carrara, con due bagni, una cucina, un'ampia sala ricreativa, due stanze da letto, ripostiglio, garage e terrazzo. E immaginatevi che euforia quando Godfredo descrive il giardino con tanto di stagno fittizio e maleodorante. Insomma, se siete amanti della corrente letteraria chiamata descrittivismo allora questo è il libro che fa al caso vostro, in caso contrario affronterete le tremiladuecento pagine con la curiosità che contraddistingue i bambini nelle loro prime scoperte del mondo.

Per darvi un'idea riporto un passo del libro pregno di significato (e di significanti):

"Sulla destra della porta si trova un mobile antico,della misura approssimativa di 1,5 metri di altezza, 50 centimetri di spessore e 1,8 metri di lunghezza. Il suddetto mobile è provvisto di tre cassetti, a loro volta provvisti di maniglie in ottone un po' ossidate. Al centro, tra ogni coppia di maniglie, si trova una serratura con fregi floreali, che serve ad aprire i cassetti di cui sopra. I piedi del mobile hanno forma di zampe leonine e sono sbeccati negli angoli; sulla superficie del Nostro campeggiano, come cicatrici di guerra, numerosi segni causati dallo scorrere del tempo. Graffi e incisioni ne segnano il soffice legno come le rughe un corpo anziano."

Ancora lì? Non siete già trasvolati in libreria?


La stanza da letto di Godfredo ----------------->

domenica 19 agosto 2007

IMPERDIBILE

Ci tengo, ma proprio tanto, a farvi sapere che sarebbe d'uopo accorrere numerosi all'imminente sagra paesana di Bagnolo San Vito. E perchè mai, vi starete chiedendo.
La risposta è presto data. Ma perchè una delle serate musicali sarà allietata dalla presenza del signor Alberto Pazzaglia, in arte Betobahia, il quale presenterà l'hit dell'estate (a detta persino del Tg5):

PATACCA VIGLIACCA

Con a seguito tanti altri balli coinvolgenti come MUOVI LE CHIAPPE , MANI AL CIELO, CIAPA KI CIAPA, LA DANZA DELLE VELINE, il nuovo limbo SOTTO L’ASTICELLA, IL BALLO DEL PANINO, IL CANGURU’ e chi più ne ha, più ne metta.

Allora? Pronti a cantare tutti insieme "a me mi piace la patacca, quella vigliacca..."
Dovete impararla e naturalmente Dexter vi da una mano. Eccola.
Da notare la raffinata rima "...ti cerco in Brasile, ti voglio nel fienile...".

La metro di paragone

Non dovevo attraversare tutta la città, solo due o tre fermate, pensavo tra me e me.
Scesi all'intersezione della linea gialla con la rossa, un grosso punto arancione sulla mappa arzigogolata della metro. Presi la scala mobile e mi diressi verso un altro punto di interscambio passeggeri. fwoooosh. Le carrozze apparvero in un terribile stridore di freni e io mi tappai le orecchie per far fronte al terribile fastidio provocato dal rumore. Solo due o tre fermate, pensavo. Entrai nel nuovo vagone, la gente fortunatamente era rarefatta, l'aria invece era pesante e arrugginita. fwoooooosh. Ripartimmo tutti insieme. Per me era una semplice prova del nove, avevo sempre avuto paura della metropolitana, l'idea di sfrecciare sottoterra non mi rende il più allegro dei viventi e per questo mi ero sforzato di utilizzarla giusto per passare dal punto a al punto b viaggiando su assi cartesiani random. Solo due o tre fermate. Io volevo scendere, giuro, ma quando si aprirono le porte e lei si sedette proprio davanti a me non potei fare a meno di restare impietrito, risucchiato da un misterioso vuoto sotto al mio sedile, con le mani affondate nella plastica e il respiro soffocato. Aria. Aria. Aria. Mi si sedette accanto un signore sulla cinquantina, con un cappotto di dubbio gusto e delle scarpe di cuoio marrone.
"Sta bene?" Mi chiese. "La vedo in affanno".
"Non è nulla, grazie. Sto bene". Parlavo con lui ma guardavo lei. Oddio, che capelli.
"Ma sa cos' è? Non ci sono più le metropolitane di una volta". Continuava quello.
"Una volta non c'erano le metropolitane".
"Eh, ha ragione anche lei. Per quello non ci sono più".
"Lei mi fa il sofista, caro signore, non va più di moda".
"Lo ben so".
"Mi fa anche il citazionista, non credevo esistesse qualcuno così al giorno d'oggi".
"Oh, è il mio hobby segreto. Io coltivo citazioni. Vedesse come sono rigogliose, ne vado fiero".
"Sa che mi piacerebbe vederle? E, dica, dove le tiene?".
"Ho una serra appena fuori città, è piena di citazioni, alcune bisogna proprio guardare bene per scovarle, sa? In fondo è un arte giustapporle in modo che non risultino ostentate".
"Concordo, io ne vado pazzo. Disse il corvo".
"Caro amico, touchè. Levomi il cappello che, peraltro, non indosso. Ora, mi scusi, devo scendere a questa fermata. E' stato un piacere". Disse, è sparì tra lo sciame di passeggeri.
Io, divertito dalla conversazione, persistevo nell'osservare lei, ancora seduta davanti a me.
Mi chiesi quando sarebbe scesa e se l'avessi mai rivista. Avrei potuto intavolare un discorso, ma che dirle? Avrebbe apprezzato i miei complimenti sulle sue calzature color arcobaleno? E poi stava ascoltando rapita della musica con le cuffie. Pop? Rock? Metal? No, decisamente non metal. Ma che importa, guarda che occhi. E che labbra. Non scendere, ti prego. Avrei potuto dirle così. Le due o tre fermate concordate col mio cervello erano diventate dieci e intanto altra gente saliva e scendeva e d'altra parte anche la metropolitana è fatta a scale.
Una coppia di cinesi che discuteva animatamente si mise a sedere lasciandomi esattamente nel mezzo, a fare le veci dell'ago di una bussola che punta obbligatoriamente ad oriente. Dal tono delle voci capii che probabilmente stavano litigando ma, per quanto mi è dato sapere, forse decidevano semplicemente che film noleggiare al Blockbuster. E non potevo cogliere eventuali citazioni, dannazione. Il tipo dinoccolato alla mia sinistra gesticolava esageratamente e, nella foga, mi diede una gomitata su una spalla.
"Chiedo scusa". Disse visibilmente imbarazzato.
"Oh, non si preoccupi, non ci sono più le metropolitane di una volta". Non poteva capire la freschissima citazione, ma che importava.
"Lei capisce il cinese?".
"Eh, no, magari. Non lo mastico. Se mi va bene, a volte, mastico del pollo alle mandorle, la qual cosa risulta essere il mio più stretto contatto con la Cina".
"Sa che parla bene l'italiano?".
"Ben gentile, detto da lei è un bel complimento".
"Comunque se vuole masticare del vero cibo tradizionale può venire a casa nostra per il capodanno".
"Grazie mille, davvero. Terrò presente". Nota bene. Verificare quando cade il capodanno cinese. Verificare cibo tradizionale.
Anche la coppia asiatica scese qualche fermata dopo, mentre lei continuava imperterrita ad ascoltare musica seduta davanti a me. Ogni tanto incrociavamo gli sguardi e io, che ancora non avevo la patente, non sapevo a chi dare la precedenza in questo pericolosissimo incrocio. Si, va bene, non ho la patente e ho una veneranda età. Comunque. fwooooosh. Quasi non mi accorsi di essere arrivato al capolinea. Ormai nel vagone eravamo rimasti io e lei e nessun altro. Stranamente trovai la cosa rasserenante e per nulla inquietante, come se fosse giusto così.
E ora che faccio. Siamo al capolinea. Guarda che occhi. Guarda che labbra. Una voce mi pesca dal profondo lago dei pensieri in cui stavo annaspando.
"Ehi? Ehi?" Oddio, ce l'ha con me? Magari si è accorta che la fissavo con insistenza.
"Sì? Hai bisogno?".
"Che fai, scendi?".
"Non saprei, tu scendi?".
"Non mi va, vuoi una cuffia dell'iPod? Ti piacciono i Neutral Milk Hotel? Vieni a sederti qui".

Sipario.

D.O.T.S.

Oltre ad avere inciso un disco veramente cool i Dots non smettono di regalare perle di saggezza.
Mi sembra d'uopo riportare quanto scritto dal cantante dei suddetti sul di lui blog.
Chiedo venia per l'appropriazione indebita di parole.

"suini. non fate altro che mangiare parlare e cagare. la vita vera non è su un computer e le robe mie le tengo per me. suini porci maiali esibizionisti bastardi che non siete altro. 22 anni per capire.

Ciao"

RESPECT

sabato 18 agosto 2007

ed è la musica, la musica ribelle... (cit.)

























































































































































































































































































Questa sera mi vesto emo-rock. Si, lo so. Non si generalizza. Ma è meglio che dire emoviolencecoregothpoppunkhardrockandroll. Comunque, ascolti caldamente consigliati. E, di nuovo, comunque, altrettanto sconsigliati. Boh, musica maestro.