Ho avuto una interessante conversazione con un amico che sta per laurearsi in Lingue Orientali: giapponese, per la precisione.
Ebbene, discorrendo amabilmente di scrittori dagli occhi a mandorla ho avuto conferma di quanto sospettavo. Primo: la maggior parte di quanto arriva qui da noi è un' enorme rottura di palle
"Sono andato lì. Il cielo era grigio. Passava un cane, che tenero."
Secondo: Banana Yoshimoto scrive con uno stile e un linguaggio semplificato, banale e commerciale, sostanzialmente la Federico Moccia del Giappone.
E quindi? Quindi niente, tutto ciò mi fa stare più in pace con me stesso. Fanculo.
lunedì 27 agosto 2007
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