venerdì 3 agosto 2007

Consigli per l'estate

Amici lettori
Lo so che vi girate i pollici seduti sotto l'ombrellone, nullafacenti e desiderosi di intraprendere letture costruttive o quantomeno svaganti. Ma. Ma appena varcate la soglia di una libreria un senso di smarrimento vi attanaglia e vi lascia incapaci di respirare come si confà. Lo so. Niente paura, ci sono qua io.
Quel che dovete fare è entrare nel suddeto loco e chiedere alla commessa il libro che vi consiglio io, la perfetta lettura estiva, rilassante, stimolante e rinfrescante.
"Mi scusi signora commessa, ce l'avete Banane a Gerusalemme?"
Esatto, Banane a Gerusalemme, il caso letterario dell'estate. Esaltato dalla critica, premiato dagli acquirenti e idolatrato dai bloggers di mezzo mondo.
Questa la storia: Elisheva vende cocomeri al mercato del venerdì davanti al Muro del Pianto e tutti i giorni discorre amabilmente con Yosseph, il commerciante di bastoncini di liquerizia che possiede un banco accanto al suo. E queste sono le prime duecento pagine. Poi un giorno arriva Dvora, avvenente studentessa di Scienze politiche, che sta conducendo una ricerca su un misterioso manufatto alieno sepolto due chilometri sotto il muro del pianto e convince Elisheva e Yosseph ad aiutarla negli scavi. Sebbene inizialmente riluttanti, i due si gettano con foga nella caccia al ipotetico tesoro e scoprono così che i genitori di Elisheva erano i cugini di terzo grado dei nonni di Yosseph, i quali avevano un negozio di porcellane rare nella periferia di Damasco, in Siria, luogo in cui la madre di Yosseph si prostituiva in segreto durante gli anni degli studi da ventriloqua. Yosseph rimane colpito da queste incredibili coincidenze e, involontariamente, comincia a piangere e piangere e piangere e pensa a quanto è bella Gerusalemme in una notte tersa e luminosa e chiede a Dvora di sposarlo. Dvora, nel frattempo, si è innamorata del custode del chiosco di granite e fugge con lui a cercare il continente perduto di Mu, lasciando Yosseph avvilito e demoralizzato. Elisheva lo invita allora a pregare e gli confida che domani è un altro giorno e tutto andrà meglio. I due protagonisti, segretamente innamorati l'uno dell'altra, ritornano alla vita quotidiana di sempre, scambiandosi i prodotti venduti, tanto per cambiare un po'. Che diamine.
Il titolo originale del libro era, in effetti Cocomeri a Gerusalemme, ma il traduttore ha scambiato un'aleph con un gimel in sede di lavoro.
Banane a Gerusalemme, edito da Formiguelbosè Edizioni, 5600 pagine, 48 euro. Di Alvin Maestro

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