venerdì 21 settembre 2007

Un due tre a star sotto tocca a te

Fecero la conta e, come da copione, risultò che toccava a lui.
Si appoggiò contro un albero, con il braccio pigiato davanti agli occhi, sforzandosi di non sbirciare mentre iniziava scorrere i numeri.
"Quanto?" Chiese.
"Conta fino a cinque milioni, se sei capace". Era una sfida bella e buona.
"Guardate che so contare, non è un problema". Non si sarebbe fatto sbeffeggiare da quei quattro soldi di cacio. "Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto...".
Al duemila e ottocento Antonio era arrivato in provincia con l'autobus numero sei, si fermò a prendere un panino all'osteria La Capra Lanuginosa.
Al ventottomila Francesco dormiva al calduccio sotto le coperte, abbracciato a un pupazzo del Mago Ginocchio.
All'un milione e quattrocentoseimila Dario faceva scalo a Francorforte e si preparava al check-in per Pechino.
Al tre milioni e uno Mariano si diplomava tra gli applausi delle nonne.
Arrivato a quattro milioni e novecentomilanovecentonovantanove Fulvio iniziò a sentire secchezza alla gola, aprì un occhio per guardarsi attorno, ma non vide nessuno.
Sconsolato iniziò a cercare dietro agli alberi del parco.
"Chi è dentro è dentro, chi è fuori è spia!". Si domandò se non avesse perso la sua adolescenza.
Un vecchio passò in biclicletta e lo prese a male parole "Tagliati i capelli, barbone!".

1 commento:

Unknown ha detto...

Un'altra vittima della matematica. Quante vite innocenti dovrai ancora reclamare prima di ritenerti soddisfatta, oscena creatura del maligno?!