giovedì 20 settembre 2007

Etimo. E stimo.

Io non sono uno scrittore.
O meglio, lo sono. Ma scrittore non vuol dire una beneamata fava.
Tutti sono scrittori.

Fagiolo.
Visto? Ho scritto.
Quelli che inventano gli slogan pubblicitari, essi sono scrittori. Mia nonna, quando stila la lista della spesa, è una scrittrice. Scrive. Perciò non esistono scrittori bravi o scrittori infimi. Chiunque può essere scrittore, se prende carta e penna e possiede nozioni elementari. Se proprio vogliamo essere precisi un bravo scrittore è colui che ha una grafia considerata unanimamente bella, oggettivamente bella, aggraziata, pulita. Ecco, tutti e nessuno.
Perciò, detto questo, se vogliamo essere precisi per la seconda volta, credo concorderemo tutti sul fatto che invece esistono bravi narratori, bravi inventori, bravi poeti, bravi saggisti, bravi romanzieri. In sostanza è tutto qui, mentre tutti possono essere scrittori, non tutti hanno la facoltà e la capacità di essere bravi, ottimi, narratori. Quella è una buonissima dote, che può essere innata o, a volte, appresa. Non tutti hanno una fervida fantasia che permette loro di creare storie fantastiche o, quantomeno, disporre le parole in un ordine che poi risulti "magico". Comunque mettere due o tre parole in rima, secondo schemi infantili e naif, non fa di me un poeta. Premesso che io rifuggo quel termine, se la gente proprio vuole può chiamarmi tale.
Volendo, esiste anche una categoria di nonscrittore, che potremmo chiamare il divertitore. Che magari, chissà secondo quali canoni, non è narratore, non è inventore (ma è arduo che non lo sia), non è poeta, ma in ogni caso scrive scrive scrive e qualcuno si diverte a leggere il modo in cui mette in fila le lettere.

E Federico Moccia? E' uno scrittore!

La categoria "seghe mentali da blog" esula anche dal mettere in fila le lettere. Per cui questo post non esiste.

Dj Dexter

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