L'altra sera guidavo placidamente attraversando le campagne della bassa. Io non amo andare in macchina, ma di notte, in mezzo al nulla, provo un senso di tranquillità che non mi disturba affatto. Ebbene, canticchiavo allegro seguendo le parole delle canzoni che la radio mi regalava, quando sul sedile del passeggero, in uno sbuffo di fumo e zolfo, apparve un figuro cornuto. Premetti il piede sul freno, senza dosare la forza e andai a sbattere con la testa contro il volante.
Non potei fare a meno di bestemmiare.
"Ben fatto, amico". Disse quel tizio di rosso vestito che ancora mi stava accanto. "Sono parole di zucchero per me".
"Chi cazzo sei?!". Chiesi tramortito.
"Corna? Ali da pipistrello? Ah, ecco guarda questo". Estrasse un forcone dallo zaino. "Non è evidente? Sono Satana".
"Sì e io sono Dj Dexter! Un momento, ma io sono Dj Dexter!". Non stava mentendo. "Ma che diavolo vuoi da me?".
"Beh, nulla di preciso. Ero stanco di vagare per l'Etere e ho deciso di farmi dare un passaggio dal primo che passava".
"D'accordo, ma cosa ci fai qui tra Casazze e Ospitaletto?".
"Amico, sono posti dimenticati da Dio, dove altro potrei stare?".
Non faceva un grinza.
"E dove dovrei portarti ora? Io starei tornando a casa e non ho intenzione di venderti l'anima".
"Non preoccuparti ,ho lasciato il portafoglio nel quinto girone. Non so dove ho la testa. Comunque guarda la strada e non fissarmi, c'è un ciclista".
Diamine, mi ero soffermato a guardare il mio nuovo copilota e non mi accorsi che lungo la strada pedalava un ometto senza luci sulla bici che ne segnalassero la presenza.
Ero troppo vicino e a nulla valse frenare. Lo investii in pieno. Cazzo. Cazzo. Guardai nello specchietto retrovisore e vidi che tentava di rimettersi in piedi dopo il volo che gli avevo fatto fare.
"Che facciamo?". Forse non era la cosa migliore chiedere al mio passeggero.
"Non vorrai mica lasciarlo qui così. E' ancora mezzo vivo! Vade in retro!".
Me lo chiese in un modo totalmente convincente e trovai difficile non ascoltarlo.
"Siii vado in retro Satana!".
Promise di prendersi la colpa dell'accaduto, qualora la polizia avesse bussato alla mia porta.
D'altra parte aveva usato le sue doti ipnotiche per farmi agire così. Per ricambiare lo invitai a cena, volevo fargli verdure al vapore ma non trovavo più i coperchi delle pentole. Optai per un pollo alla diavola, sapendo che avrebbe gradito. Mi stupii nello scoprire che non amava il cibo piccante. Passammo la serata a giocare a scarabeo e, quando ormai albeggiava, gli prestai una bici e lo salutai con una stretta di mano.
Diavolo, mi devi un favore.
domenica 16 settembre 2007
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1 commento:
Sì, va bene, ma assomigliava a Dave Grohl? O almeno a Schifani?
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