giovedì 30 agosto 2007
"Vieni Otwald, vieni a vedere" Mi disse Sebastian.
"Arrivo. Cosa hai trovato?".
"Non è stupendo? Guarda che magnifico oggetto".
"Ma cos'è?".
"Non lo so Otwald,che importa? Ha un suo fascino,non trovi?".
"Hai ragione. Non riesco a distogliere lo sguardo,anche se non capisco proprio a cosa possa
servire".
"Lo potremmo chiamare il tantalizzatore".
"E' un'idea interessante Sebastian, ma non credi che dovremmo anche visitare il resto del
negozio?".
"Non essere pressante, mi ricordi Lontra-che-balbetta".
"Oh, gli indiani hanno cercato di combinare un matrimonio anche con te?".
"Già, ho dovuto barattare il mio diniego con un vecchio grammofono e dieci pacchetti di M&Ms".
"Diamine! Dovrò procurarmi merce di scambio altrettanto rara per liberarmene, continuano
a seguirmi di soppiatto. Anzi, mi è parso di vederne uno sbirciare dall'interno di quella cassapanca proprio poco fa e poi ogni tanto trovo delle piume di aquila in giro per casa. Sto
iniziando a preoccuparmi".
"Vedrai che qui da mastro Norbert troverai qualcosa con cui liberarti di loro, Otwald".
"Lo spero tanto, sono stufo di dover camminare nelle orme che mi lasci sulla strada. E quando smetterà di nevicare? Come farò?".
"Ti preoccupi troppo, caro amico. Devi pensare piuttosto al regalo per Maria, vedrai che apprezzerà".
"Già, Maria. Chissà se ha capito che sono infatutato di lei. Nell'ultima appassionata lettera che le ho spedito avevo infilato un tenero furetto. Spero sia arrivato non troppo sdrucito".
"Che dolce pensiero, Otwald, vorrei essere bravo quanto te a conquistare le ragazze. Nessuna
mi considera degno come marito invece".
"Perchè dici così Sebastian?".
"Lo sai, dopo che sono arrivato sedicesimo al concorso nazionale per il marito più degno tutte le ragazze mi guardano con disprezzo. Mi trovano un perfetto imbelle".
"C'è sempre Lontra-che-balbetta, povero amico".
"Ehi Otwald, hai visto che delizioso paralume?".
"Non toccarlo! Ci ho visto spuntare una piuma...".
Sipario
Oggi ho letto frasi che mi fanno incazzare. Io non sono così,per cui sborev tuti.
mercoledì 29 agosto 2007
Doctor House is in da house
Questo trafiletto vale una foto del simpatico e yo_whassup Hugh Laurie. Poichè il portatile del sottoscritto Dexter oggi non vuole caricare le immagini lavorate un poco di fantasia o fedeli lettori.
martedì 28 agosto 2007
Figa
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Cazzo,è un trucco vecchio come Il celacanto, ma qualcuno ci finirà pure su sto blog.
Questo tavolo è una merda (qualcuno ci finirà cercando merda, lo so!).
lunedì 27 agosto 2007
I'm turning japanese
Ebbene, discorrendo amabilmente di scrittori dagli occhi a mandorla ho avuto conferma di quanto sospettavo. Primo: la maggior parte di quanto arriva qui da noi è un' enorme rottura di palle
"Sono andato lì. Il cielo era grigio. Passava un cane, che tenero."
Secondo: Banana Yoshimoto scrive con uno stile e un linguaggio semplificato, banale e commerciale, sostanzialmente la Federico Moccia del Giappone.
E quindi? Quindi niente, tutto ciò mi fa stare più in pace con me stesso. Fanculo.
domenica 26 agosto 2007
Quindici uomini
Saccenti, spocchiosi pirati del cazzo.
Si credono chissà chi, solo perchè loro hanno un gamba di legno e una benda sull'occhio. E, beh, qualche centinaio di discutibili tatuaggi sbiaditi. Noi pirati moderni veniamo snobbati da quei tizi con la puzza sotto il naso, coi loro pappagalli che ricoprono i tavoli di escrementi. Abbiamo proposto una mozione per l'acquisto di due motoscafi e un sottomarino, coi proventi delle ultime ruberie ai danni di quel mercantile sudafricano. Ma loro no, loro hanno il diritto di veto e hanno deciso che si doveva far costruire un fottuto galeone. Peste li colga. Oddio parlo come quelli. Dovreste vederli, tutti intenti a rimirare le loro pistole ad avancarica e le spade incrostate di salsedine. Mi fanno un po' pena, ma purtroppo il voto degli anziani vale il doppio dei nostri giù al Consiglio. Verrà un giorno in cui avremo ciò che ci spetta e allora arriveranno in sede casse di armi col mirino laser ed esplosivo al plastico e gommoni che sfuggono ai radar delle capitanerie di porto. Sarà un bel giorno. Intanto continuiamo pure ad ingozzarci di grog e cantare canzoni demodè; io preferisco gli U2. Anzi, spero che vengano in concerto a Martinica, saremo di stanza lì per almeno due mesi buoni, ci hanno detto che passano un sacco di ricchi americani in cerca di tesori subacquei. Che vengano. Arr.
sabato 25 agosto 2007
paghiamoli pure
La Nfl sospende Vick

wow, ai miei tempi non facevano pile di merda così alte
Willy Wonka fa marketing strategico
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giovedì 23 agosto 2007
ah la parodia e il citazionismo i piaceri della vita
Comunque.
Perchè piazzo qualcosa che non ho scritto io sul mio post? Non saprei, devo sapere tutto io?
Voi mai niente? Che diamine.
Fatto sta che ho ritrovato questa poesia, la quale mi fu indicata da mia madre anni or sono. Ovviamente mi piacque, fa rima. E' intelligente. Non proviene da orribili siti che raccolgono poesie d'amore. Ah. Godetevela.
| LUCIANO FOLGORE LA PIOGGIA SUL CAPPELLO |
| Tratto da Luciano Folgore, Poeti controluce, Silenzio. Il cielo L'odi tu? Non è di passaggio Bagnati dal coccige al collo, E piove sempre, E piove a dirotto |
Un po' di cultura, caproni!
Il dimetrodonte (gen. Dimetrodon) è un tetrapode estinto, vissuto nel Permiano inferiore (circa 280 -270 milioni di anni fa), i cui resti sono stati ritrovati in Nordamerica e in Europa. Spesso è confuso con i dinosauri, ma in realtà questo animale, vissuto molto tempo prima dei giganti del Mesozoico, appartiene al gruppo dei pelicosauri ed è posto sulla linea evolutiva che ha dato origine all'uomo. Questo straordinario animale è molto noto, anche presso il grande pubblico, per la sua spettacolare "vela" dorsale. Era un superpredatore, tra i più grandi della sua epoca, e poteva raggiungere e oltrepassare i tre metri di lunghezza.
Il ritrovamento del Gigantosauro è avvenuto in Argentina,visse nel tardo Cretaceo (nell'Albiano), simile nell'aspetto a giganti quali Cercarodontosauro e l'Allosauro.
I fossili ritrovati erano lunghi dai tredici merti e mezzo oltre i quattordici merti.
Il Gigantosauro era persino più grande del Tirannosaurus Rex!
La scoperta di questo predatore non solo mette in discussione l'egemonia del T-rex ma sfida anche le teorie circa la durata del passaggio che univa il Sudamerica con l'Africa. Dal momento che il Gigantosauro sembra così simile ai predatori dell'Africa e dell'Asia i paleontologi si si stanno chiedendo,alla luce di questa nuova scoperta,se il ponte di terra che un tempo univa i due continenti sia permasto fin nella prima parte del Cretaceo. Benché di dimensioni maggiori del T-rex,al Gigantosauro manca proprio quello che ha reso il suo parente asiatico e nordamericano il re dei dinosauri,la sua mole. Si pensa che il suo peso potesse variare tra le 6 e le 8 tonnellate.
Il gallimimo aveva zampe anteriori corte fornite di "mani" con tre artigli ciascuna. Sebbene fossero aguzzi, il dinosauro non era in grado di usarli validamente né per afferrare né per lacerare. Gli artigli erano invece utilissimi per disseppellire dal terreno le uova di cui il gallimimo si nutriva. Nonostante si cibasse specialmente di piante, non disdegnava i piccoli insetti, che catturava con il becco, e cacciava persino le lucertole.
Sì, sono dinosaurico oggi e no, non mi frega dei font e dell'impaginazione.
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mercoledì 22 agosto 2007
sarò b\greve
lunedì 20 agosto 2007
consigli per gli acquisti. Conigli e perle misti.
Descrivo casa mia
di Danilo Avantitutta.
Il libro che, forse, negli ultimi giorni ha fatto più parlare di sè. Un nuovo caso letterario adatto a qualsivoglia palato blibliofilo. Sostanzialmente è la storia di Godfredo che, costretto in casa a causa di un attacco di dengue, inizia a scrivere compulsivamente descrivendo tutto ciò che vede. Godfredo abita in una casa alla periferia di Massa Carrara, con due bagni, una cucina, un'ampia sala ricreativa, due stanze da letto, ripostiglio, garage e terrazzo. E immaginatevi che euforia quando Godfredo descrive il giardino con tanto di stagno fittizio e maleodorante. Insomma, se siete amanti della corrente letteraria chiamata descrittivismo allora questo è il libro che fa al caso vostro, in caso contrario affronterete le tremiladuecento pagine con la curiosità che contraddistingue i bambini nelle loro prime scoperte del mondo.
Per darvi un'idea riporto un passo del libro pregno di significato (e di significanti):
"Sulla destra della porta si trova un mobile antico,della misura approssimativa di 1,5 metri di altezza, 50 centimetri di spessore e 1,8 metri di lunghezza. Il suddetto mobile è provvisto di tre cassetti, a loro volta provvisti di maniglie in ottone un po' ossidate. Al centro, tra ogni coppia di maniglie, si trova una serratura con fregi floreali, che serve ad aprire i cassetti di cui sopra. I piedi del mobile hanno forma di zampe leonine e sono sbeccati negli angoli; sulla superficie del Nostro campeggiano, come cicatrici di guerra, numerosi segni causati dallo scorrere del tempo. Graffi e incisioni ne segnano il soffice legno come le rughe un corpo anziano."
Ancora lì? Non siete già trasvolati in libreria?
La stanza da letto di Godfredo ----------------->
domenica 19 agosto 2007
IMPERDIBILE
La risposta è presto data. Ma perchè una delle serate musicali sarà allietata dalla presenza del signor Alberto Pazzaglia, in arte Betobahia, il quale presenterà l'hit dell'estate (a detta persino del Tg5):
PATACCA VIGLIACCA
Con a seguito tanti altri balli coinvolgenti come MUOVI LE CHIAPPE , MANI AL CIELO, CIAPA KI CIAPA, LA DANZA DELLE VELINE, il nuovo limbo SOTTO L’ASTICELLA, IL BALLO DEL PANINO, IL CANGURU’ e chi più ne ha, più ne metta.
Allora? Pronti a cantare tutti insieme "a me mi piace la patacca, quella vigliacca..."
Dovete impararla e naturalmente Dexter vi da una mano. Eccola.
Da notare la raffinata rima "...ti cerco in Brasile, ti voglio nel fienile...".
La metro di paragone
Scesi all'intersezione della linea gialla con la rossa, un grosso punto arancione sulla mappa arzigogolata della metro. Presi la scala mobile e mi diressi verso un altro punto di interscambio passeggeri. fwoooosh. Le carrozze apparvero in un terribile stridore di freni e io mi tappai le orecchie per far fronte al terribile fastidio provocato dal rumore. Solo due o tre fermate, pensavo. Entrai nel nuovo vagone, la gente fortunatamente era rarefatta, l'aria invece era pesante e arrugginita. fwoooooosh. Ripartimmo tutti insieme. Per me era una semplice prova del nove, avevo sempre avuto paura della metropolitana, l'idea di sfrecciare sottoterra non mi rende il più allegro dei viventi e per questo mi ero sforzato di utilizzarla giusto per passare dal punto a al punto b viaggiando su assi cartesiani random. Solo due o tre fermate. Io volevo scendere, giuro, ma quando si aprirono le porte e lei si sedette proprio davanti a me non potei fare a meno di restare impietrito, risucchiato da un misterioso vuoto sotto al mio sedile, con le mani affondate nella plastica e il respiro soffocato. Aria. Aria. Aria. Mi si sedette accanto un signore sulla cinquantina, con un cappotto di dubbio gusto e delle scarpe di cuoio marrone.
"Sta bene?" Mi chiese. "La vedo in affanno".
"Non è nulla, grazie. Sto bene". Parlavo con lui ma guardavo lei. Oddio, che capelli.
"Ma sa cos' è? Non ci sono più le metropolitane di una volta". Continuava quello.
"Una volta non c'erano le metropolitane".
"Eh, ha ragione anche lei. Per quello non ci sono più".
"Lei mi fa il sofista, caro signore, non va più di moda".
"Lo ben so".
"Mi fa anche il citazionista, non credevo esistesse qualcuno così al giorno d'oggi".
"Oh, è il mio hobby segreto. Io coltivo citazioni. Vedesse come sono rigogliose, ne vado fiero".
"Sa che mi piacerebbe vederle? E, dica, dove le tiene?".
"Ho una serra appena fuori città, è piena di citazioni, alcune bisogna proprio guardare bene per scovarle, sa? In fondo è un arte giustapporle in modo che non risultino ostentate".
"Concordo, io ne vado pazzo. Disse il corvo".
"Caro amico, touchè. Levomi il cappello che, peraltro, non indosso. Ora, mi scusi, devo scendere a questa fermata. E' stato un piacere". Disse, è sparì tra lo sciame di passeggeri.
Io, divertito dalla conversazione, persistevo nell'osservare lei, ancora seduta davanti a me.
Mi chiesi quando sarebbe scesa e se l'avessi mai rivista. Avrei potuto intavolare un discorso, ma che dirle? Avrebbe apprezzato i miei complimenti sulle sue calzature color arcobaleno? E poi stava ascoltando rapita della musica con le cuffie. Pop? Rock? Metal? No, decisamente non metal. Ma che importa, guarda che occhi. E che labbra. Non scendere, ti prego. Avrei potuto dirle così. Le due o tre fermate concordate col mio cervello erano diventate dieci e intanto altra gente saliva e scendeva e d'altra parte anche la metropolitana è fatta a scale.
Una coppia di cinesi che discuteva animatamente si mise a sedere lasciandomi esattamente nel mezzo, a fare le veci dell'ago di una bussola che punta obbligatoriamente ad oriente. Dal tono delle voci capii che probabilmente stavano litigando ma, per quanto mi è dato sapere, forse decidevano semplicemente che film noleggiare al Blockbuster. E non potevo cogliere eventuali citazioni, dannazione. Il tipo dinoccolato alla mia sinistra gesticolava esageratamente e, nella foga, mi diede una gomitata su una spalla.
"Chiedo scusa". Disse visibilmente imbarazzato.
"Oh, non si preoccupi, non ci sono più le metropolitane di una volta". Non poteva capire la freschissima citazione, ma che importava.
"Lei capisce il cinese?".
"Eh, no, magari. Non lo mastico. Se mi va bene, a volte, mastico del pollo alle mandorle, la qual cosa risulta essere il mio più stretto contatto con la Cina".
"Sa che parla bene l'italiano?".
"Ben gentile, detto da lei è un bel complimento".
"Comunque se vuole masticare del vero cibo tradizionale può venire a casa nostra per il capodanno".
"Grazie mille, davvero. Terrò presente". Nota bene. Verificare quando cade il capodanno cinese. Verificare cibo tradizionale.
Anche la coppia asiatica scese qualche fermata dopo, mentre lei continuava imperterrita ad ascoltare musica seduta davanti a me. Ogni tanto incrociavamo gli sguardi e io, che ancora non avevo la patente, non sapevo a chi dare la precedenza in questo pericolosissimo incrocio. Si, va bene, non ho la patente e ho una veneranda età. Comunque. fwooooosh. Quasi non mi accorsi di essere arrivato al capolinea. Ormai nel vagone eravamo rimasti io e lei e nessun altro. Stranamente trovai la cosa rasserenante e per nulla inquietante, come se fosse giusto così.
E ora che faccio. Siamo al capolinea. Guarda che occhi. Guarda che labbra. Una voce mi pesca dal profondo lago dei pensieri in cui stavo annaspando.
"Ehi? Ehi?" Oddio, ce l'ha con me? Magari si è accorta che la fissavo con insistenza.
"Sì? Hai bisogno?".
"Che fai, scendi?".
"Non saprei, tu scendi?".
"Non mi va, vuoi una cuffia dell'iPod? Ti piacciono i Neutral Milk Hotel? Vieni a sederti qui".
Sipario.
D.O.T.S.
Mi sembra d'uopo riportare quanto scritto dal cantante dei suddetti sul di lui blog.
Chiedo venia per l'appropriazione indebita di parole.
"suini. non fate altro che mangiare parlare e cagare. la vita vera non è su un computer e le robe mie le tengo per me. suini porci maiali esibizionisti bastardi che non siete altro. 22 anni per capire.
Ciao"
RESPECT


































